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"I'd love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you
as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms"
ChrisKelvin in Avviso per i pendola...
winterblossom in Avviso per i pendola...
federchicca in Avviso per i pendola...
federchicca in Avviso per i pendola...
MaxHunter in Avviso per i pendola...
maubauis in Avviso per i pendola...
gattosecco in Avviso per i pendola...
giapatoi in Avviso per i pendola...
giapatoi in Avviso per i pendola...
xanthippe in Avviso per i pendola...
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the boh side of the moon
the fond of the baril
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velleità
vi spezzo le zampine
vicini
waiting for
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Se scambiate argilla carboncino e china per tracce di vita barbona piuttosto che per chiari segni di attività artistica
non è colpa mia.
Continuate a leggere i vostri giornali e smettete di fissare le mie macchie.
Tu non l'hai notato? Non saprei, cioè, la situazione di partenza è già così compromessa che... Sì, siamo d'accordo non serve ribadire sempre, dai. Io me ne sono accorta con quella cosa del, non riesco neanche a dirlo, del tavolo ecco. Il tavolo dell'Ikea che hai smontato in fase di montaggio? Già. Cioè, se penso a quelle gambine di tenero truciolato, sbriciolate, letteralmente guarda, sbriciolate. Dai, non è colpa tua, dopo tutto... E no, prima di morire così han gemuto, si sono dibattute. Hanno scricchiolato per interi minuti. Un'agonia praticamente. E io giravo, giravo quel coso, che è, 'na brugola?, tutta contenta. Guarda, te lo confido: ero lì che assemblavo, avvitavo, inserivo e mi beavo della mia perizia, capisci la somma stupidità vedo che la capisci, e mi dicevo Winter ma chi sei - enfasi sulle vocali tipo maaa chiii seeii - e... Ancora con quella fissazione di Mc Gyver? Eh sì. Ma chi sei Winter - dicevo - Mc Gyver ti fa una pippa a te, ti fa. Io comunque ti avevo avvertita che tutta 'sta boria da faso-tuto-mi ti si sarebbe rivoltata contro. Come il cane. Comunque quella è stata solo un'avvisaglia, un primo crollo. Quindi tu dici che sei peggiorata? Vedi da te: il giorno dopo, un episodio a caso sai, stavo parlando con la psicopedagogista. Tutta sospirosa, le dico Oh ma tu non sai che sollievo venire a lavorare qui (visualizza il suo primo sguardo perplesso), ma sì, certo (mio ampio gesto della mano che abbraccia cose animali persone in un raggio di 50 metri e soprattutto Daniele che si sta riempiendo le mutande di sabbia), la concordia, soprattutto, l'armonia fra i colleghi (visualizza prego uno sguardo che non è più di perplessità ma di puro sconcerto)! Se tu sapessi che rospacci ho dovuto ingoiare senza cipire quest'anno, nelle altre scuole! Vabbè, che c'è di male in queste considerazioni? A parte il fatto che, come mi ha gentilmente raccontato una collega un po' più sveglia, il giorno prima durante l'equipe avevano litigato tutti con tutti tipo la direttrice con lo psichiatra lo psichiatra con la pedagogista la pedagogista con metà degli educatori e metà degli educatori con l'altra metà e che tutti odiavano tutti? A parte questo intedi? Devo continuare? No no, per carità. Temo che tu abbia ragione sai? Anche il fatto che tu stia parlando da sola, Winter, non vorrei azzardare diagnosi ma, insomma, non depone a tuo favore. Sto parlando da sola dici? Certo. Non vorrei allarmarti, bada, però, hai mai pensato alla possibilità che il tuo stato mentale sia... No, ti prego non dire quella parola no... Ma io devo! Mai pensato che questo tuo stato lacero confuso, Winter, sia non solo grave gravissimo e risibile e pericoloso per te e per la società tutta ma addirittura de-ge-ne-ra-ti-vo?
E così capita che, uscendo di casa in mutande, che tanto chi vuoi che mi veda a quest'ora anche se in effetti c'è la luna piena e la visibilità è ottima, uscendo in mutande si diceva e felpa perchè si raffreddano diversamente le diverse parti del corpo, uscendo di casa furtivamente con fare furtivo per non attirare sguardi indiscreti che c'è la luna piena e te sei in mutande, per andare a chiudere i finestrini della macchina che lampeggia e tuoneggia
uscendo di casa furtivamente e senza accendere la luce al cancello
si viene aggrediti dal proprio di noi stessi medesimi cane che rincoglionito e sordo come una campana si trova davanti un soggetto in mutande e felpa con cappuccio che striscia furtivamente con fare furtivo per andare a chiudere i finestrini della macchina che lampeggia e tuoneggia...
Se potessi trattenere nelle mani quel senso di estraneità
il desiderio urgente di essere altrove
essere dove nessuno avanza diritti, nessuno allunga davanti a me l'ombra dei propri sogni, l'ansia strozzata della propria verità
VEDIAMO CHI LA CAPISCE
(E poi vorrei vedere voi! C'ho da scrivere la relazione finale sull'intervento co' Alex. Devo svagarmi)
- Ma hai cambiato macchina, Winter?
- No, che dici?
- Ma è diversa dal solito...
- Ah, ho capito. Ieri l'ho lavata.
Siamo sedute sul bordo della sabbionaia, io, alcune colleghe, una logopedista.
Parliamo della stanchezza che in questo periodo dell'anno ci appesantisce sempre le spalle. Siamo stanche, sì.
Fra i bambini che giocano nella sabbia c'è Daniele.
Guardiamo lui, e gli altri. Pensiamo alle loro madri.
Contemporaneamente ci siamo ricordate che la nostra è la stanchezza ottusa e felice di chi si può riposare.
L'evento che vado a narrare può avere due diverse chiavi interpretative, fra cui potete scegliere a seconda dell'umore e del grado di benevolenza.
-E' bello farlo con te.
- Beh, grazie...
- No, davvero, sai come muoverti. Io praticamente non devo fare niente. Con quell'altra ho dovuto fare tutto io!
- Vabbè, la prima volta che l'ho fatto ero imbranata anche io. Non avevo idea di quello che si dovesse fare, davvero!
- Ad ogni modo capisco perchè vogliono tutti te.
- Comunque è ora che lo faccia qualcuna un po' più giovane. Spazio alle nuove leve! Ragazze, qualcuna vuole imparare come si fa?
- (coro) Noooooooo.
(DIALOGO FRA UN PRESIDENTE DI SEGGIO E LA SUA SEGRETARIA)
Mi chiedevo se fosse possibile riconoscere la verità anche alla luce grigia del tramonto che entrava obliqua dalla fessura sotto la tapparella abbassata.
Perchè senza dubbio quello che vedevo io nell'ombra tremante dei suoi occhi era la verità.
E i miei occhi?
No, non era difficile capire. Bisognava solo voler vedere
smettere di trovare quello che si stava cercando.